martedì 30 marzo 2010

La cultura del camminare secondo Communicactive!














Oggi, alla lezione del master CommunicActive con Fabrizio abbiamo affrontato un brainstorming per la creazione di un evento "unconventional & wired" per presentare delle scarpe sportive innovative.

Il concept emerso: muoversi per vivere!

Messaggio da trasmettere: sensorialità, leggerezza, accessoriabilità e in progress.
Le difficoltà emotive sono state le resistenze
giudicanti e la focalizzazione sull'oggetto, invece che liberare la mente e spostarci prima sulle sensazioni che l'oggetto stesso ci dà.

Idee impalpabili (intangible assets)... fatte di suoni, ombre, luci, trasparenze, specchi, cascate che lasciano fluire le incertezze e scorrere parole.

Tag correlati:
Lavoro = performance
Serenità = seguire la propria strada
Salute = benessere
Educazione = camminare, muoversi per vivere, cultura ed esperienza.

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mercoledì 3 febbraio 2010

Le nuove professioni del web: il digital strategic planner.

di Federica Digiorgio

Traggo spunto dal bellissimo post di Roberto Venturini per fare una riflessione su come si sta configurando la panoramica delle professioni nella comunicazione. Sempre più spesso, infatti, vedo come le richieste del mercato del lavoro si spostano su figure ibride, capaci di elaborare un processo di comunicazione che unisce capacità strategiche ad abilità nell'uso di applicazioni o spazi digitali. Certe figure sono nuove al mondo della pubblicità, ecco perchè diventa necessario definirne i confini con un manifesto che è un invito alla conversazione. Mi piacerebbe rendere questo blog, che nasce per i partecipanti al Master CommunicActive, un osservatorio sulle nuove professioni, svolgendo un ruolo di orientamento nel capire quali sono le direzioni più interessanti verso cui spostare lo sguardo.
Oggi vi parlo del digital strategic planner.
Sicuramente è una delle professioni più affascinanti per chi desidera muoversi tra i canali digitali, elaborando piani che si adattano alle caratteristiche di ogni social network. Le sue caratteristiche principali non risiedono solo nella capacità di cogliere le dinamiche sottese al web, ma anche nel conoscere alla perfezione la netiquette e le modalità di partecipazione degli utenti. È capace di attivare processi di engagement, di proporre al cliente una pianificazione su diversi canali, integrando la semantica del web alle esigenze del marketing aziendale.

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venerdì 20 novembre 2009

La cultura della comparazione on line in Italia. Al Master Andrea Manfredi di Supermoney.eu

L'incontro con Andrea Manfredi, consulente della Bain & Company, che ha presentato il suo progetto SuperMoney.eu è stato, usando un eufemismo, molto interessante. Ho visto da vicino il frutto di un giovane imprenditore che crede sino in fondo ad una propria idea. In una nazione come l'Italia, dove l'acquisto si fa attraverso la relazione, spiega Manfredi, Supermoney.eu un sito comparativo ma 2.0, riesce a rispondere in più campi a questo bisogno di interazione. Rispetto ad altri, infatti, che pubblicizzano e basta, Supermoney elabora i dati dell'utente e ne profila la ricerca per dare una risposta personalizzata e questo a mio parere, è il suo punto di forza. L'accento sulla fiducia e sulla relazione ha determinato all'interno del portale la presenza di avatar appartenenti allo staff interno. Come a dire: ci mettiamo la faccia! Incontro utile, bravo Andrea, feedback positivo.


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mercoledì 18 novembre 2009

Chiara De Caro e il web come 'nemico': chi si ostina fà scandalo?

Lezione ieri con la partecipazione di Chiara De Caro, fondatrice del portale Pickwicki.com: ci ha spiegato come 2 anni la sua community nasceva in un contesto in cui queste ultime avevano raggiunto una scarsa diffusione. Il grosso problema è stato quello di superare lo scetticismo di alcuni librai, in quanto, la maggior parte di questi, vede il web come un 'nemico'. Girando l'Italia tra librerie e acquistando visibilità grazie ad un'attenzione mediatica crescente, è riuscita a portare avanti comunque il suo progetto e attualmente, sta implementando importanti cambiamenti per il futuro prossimo. Quindi, come sostiene Chiara "Chi si ostina fà scandalo", citaziondo una celebre frase di Alda Merini?

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martedì 17 novembre 2009

Conversazioni Interattive: Maurizio Sala

di Karina Zavaleta

Il 28 ottobre ero a Palazzo Affari ai Giureconsulti a Milano per le 'Conversazioni Interattive' che si sono svolte in collaborazione con Innovhub, Azienda della Camera di Commercio. Durante il meeting si è discusso di due concetti fondamentali nella Comunicazione: Creatività ed Innovazione. Le "Conversazioni Interattive" si svolgono in occasione dell'Anno Europeo della Creatività e dell'innovazione indetto dall'UE e al meeting hanno partecipato grandi "protagonisti" della Comunicazione. Personalmente sono rimasta particolarmente colpita dalla persona di Maurizio Sala, VicePresidente del Gruppo Armando Testa, che ha raccontato la sua storia nel mondo dell'Agenzia di Comunicazione tradizionale e la necessità di apprendere le nuove tecnologie degli ultimi anni. Per lui la Creatività è fondamentale nella Comunicazione e caratterizza l'Agenzia Armando Testa fin dalla nascita, e l'Innovazione è un fattore individuale. Pensa infatti che un sistema sia difficile da cambiare e quando si vuole cambiare sia fondamentale riportare degli esempi positivi del passato.
Cambiare oggi vuol dire mettere insieme il passato ed il presente.
Perciò è importante che l'Innovazione presupponga il cambiamento delle strutture.
-Sig.Sala,il Gruppo Armando Testa in questi anni sicuramente ha avuto a che fare con Creatività ed Innovazione,ma vi è un cliente che si è spinto più in là degli altri nel chiedervi qualcosa di particolarmente innovativo?
Sì,proprio in questo momento accade ciò e non posso parlargliene più di tanto. Le posso solo dire che useremo il Social Network come Campagna di Comunicazione e non più solo come "vettore" di Comunicazione. Insomma un'operazione di Social Network per fare Comunicazione. Vedrà prossimamente e capirà. Per il momento le dico che la Creatività è indispensabile e grazie al Web 2.0 è possibile usufruire di tutte le potenzialità di Comunicazione della Rete.

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giovedì 12 novembre 2009

Conversazioni Interattive: Aldo Cernuto

di Marco Josè Villa

Il giorno 28 Ottobre presso Palazzo Affari ai Giureconsulti a Milano, ho
avuto l’onore di partecipare a “ Conversazioni Interattive”, un esperienza
unica dal quale ho recepito numerose informazioni utili e vantaggiose dal punto
di vista professionale.
Delle tre sale proposte, ho optato per la suite 1 nell’ambito di Intervento
su Creatività e Innovazione nel marketing. A tal proposito, premetto una breve
citazione di Aldo Cernuto, co-fondatore della Cernuto Pizzigoni & Partner,
nonché ex direttore creativo dell’agenzia Y&R Italia:
“ Siamo nell’era del vuoto: idee, ideali e speranze sono sempre più lontani, nonostante l’incontenibile quantità di contenuti. Ma pensiamo che l’idea faccia la differenza, appunto “ Save the Idea”
Siccome non mi era ben chiaro cosa intendesse per il concetto di Idea il Dott.
Aldo Cernuto, nella pausa dell’incontro, ho colto l’occasione per porre il mio
quesito.
Così ho avuto il piacere di rivolgermi direttamente al Dott. Aldo Cernuto,
che a mio parere è stato ben disponibile e gentile nel rispondermi e farmi
chiarezza.
Lei, Dottore cosa intende per Idea e qual è la ragione del perché un’idea deve essere vincente rispetto a un'altra?
Idea è come un catalizzatore di informazioni, pensiamo alla vita
quotidiana ma allo stesso tempo alle piattaforme odierne on-line. Si hanno
molteplici idee, spesso ci si imbarca in idee spettacolari ma quasi sempre le
idee non hanno significato. Un idea deve essere recepita e ricordata come
tale.
E’ come un emozione, un sorriso, una sensazione piacevole. Tutto possiamo
dire ruota intorno alle idee, bisogna solo riuscire a trovare un elemento
chiave per far uscire al meglio la nostra idea.
L’idea deve essere vincente, sempre. Alla fine per essere ricordata come
tale, non deve essere mai banale, mai scontata. Ogni cosa che facciamo deve
essere nuova, così anche le idee nascono e devono essere sviluppate e sin da
subito fare differenza, appunto “ Save the Idea” ed è anche la sintesi che il
sottoscritto si ritiene in perfetta sintonia nel periodo attuale.

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Conversazioni Interattive: Carla Sedini


di Lorenzo Bonvini


Durante la conferenza "Conversazioni interattive" mi sono imbattuto nella prof.ssa Carla Sedini, sociologa e relatrice attiva nella sala riguardante la creatività nel sistema scolastico. A tal proposito le ho chiesto perchè in un sistema attento all'innovazione come la scuola, ancora vige una comunicazione uno a molti e la creatività fatica enormemente a trovare spazi.
A suo parere, la mancanza di una comunicazione a rete, tipica del web 2.0 e del mondo di oggi parte già dalla struttura stessa delle aule che non favorisce interattività e non c'è interesse ad investire per rinnovarsi. Alla base di questa non-creatività c'è la paura di perdere autorità da parte dell'istituzione stessa. I professori in primis non vogliono porsi allo stesso livello degli studenti, ma vogliono rimanere nella loro posizione di potere, rifiutando così l'interattività e il confronto.
Allo stesso tempo non c'è una vera spinta dal basso, cioè da parte degli studenti, che si lamentano ma concretamente non accennano ad una vera e propria rivoluzione come quelle avute nel '68 o nel '77. La risposta sociologica risiede nel fatto che lo studente/ragazzo di oggi avverte questa mancanza non tanto come un bisogno come lo era una volta, ma come un desiderio. Questo purtroppo non è sufficente a motivare una forma di rivoluzione e non lo sarà finchè i bisogni saranno le futilità della vita moderna.

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martedì 10 novembre 2009

WEB IS THE WINNER

di Cinzia Moretti

di Cinzia Moretti

Con quanti voti in più si vince un’elezione? Un milione, diecimila, cinquecento?
Tutti ci ricordiamo un paio di recenti vittorie con margini clamorosamente ridotti: Presidenziali USA 2000 (Bush & Gore: con 537 voti, Bush wins), e la combattutissima Prodi & Berlusconi del 2006 (ribattezzata dagli elettori di sinistra “Tanta fatica per niente”).

Vittorie per un soffio, per una manciata di voti. E non sono eccezioni in un quadro che, ormai quasi abitualmente, vede l’opinione pubblica delle democrazie occidentali perversamente e pervicacemente orientata metà a destra e metà a sinistra.

Certo, ogni elezione è storia a sé. Dipende dal Paese e dalla parte di territorio che vi è coinvolta.
Per esempio in Italia, per esempio le prossime Regionali. Quanti voti serviranno a fare la differenza?

Sempre più spesso vincere significa saper raggiungere -e interloquire con- piccoli gruppi di persone portatrici di realtà e istanze anche molto specifiche.
E questo è ciò che sa fare il web.
Inserisci link
La rete è un insieme di nicchie, d’infiniti pubblici precisi che si possono individuare e trovare, coi quali ci si può confrontare su temi rilevanti per loro (è la teoria della Long Tail, di Chris Anderson, di Wired).

In politica la Long Tail si traduce nella possibilità di connettere i candidati a una moltitudine di nicchie di elettori possibili, offrendo loro temi di confronto specifici, sapendo che l’insieme di tante nicchie può dimostrarsi numericamente superiore a quello che è stato fino ad oggi l’elettorato, visto in quanto massa.
Dire che l’elettore medio non esiste, che è un’astrazione approssimativa inventata per correggere l’imprecisione dei media tradizionali, è proclamare l’ovvio.
Eppure la poitica ancora non riesce a fare seriamente propria l’idea (digital divide generazionale? Panico da perdita di controllo culturale?) che la conoscenza professionale delle piattaforme, dei linguaggi e dei flussi di comunicazione del 2.0, in campagna elettorale, non sia più prescindibile.

Un’obiezione è che il pubblico di internet sia comunque essenzialmente composto da alcuni specifici gruppi di persone, mentre altri lo frequentano solo marginalmente o ne sono fuori.

Obiezione respinta. Ecco una freschissima ricerca (luglio 2009) commissionata ad Astra Ricerche dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, dal titolo “Gli internauti italiani e il consumo di informazioni tramite ‘media’ classici e ‘new media’” , perfetta per sfatare una serie d’idee prive di fondamento.

Ad esempio…

Non è vero che il web è frequentato maggiormente dagli uomini.
Su un totale, in Italia, di 16.100.000 utilizzatori di internet, il 47,1% sono donne (7.600.000) e il 52,9, uomini (8.500.000).

Non è vero che è utilizzato soprattutto dai più giovani. Infatti il numero dei frequentatori è perfettamente distribuito sulle quattro fasce d’età in esame.
Abbiamo: 15/24enni per il 20,5% (3.3000.000); 25/35enni per il 26,8% (4.300.000); 34/44enni per il 28,6% (4.600.000); 45/55enni per il 24,1% (3.900.000).

Non è vero che è più diffuso al nord. È diffuso allo stesso modo su tutto il territorio nazionale.
E precisamente: a nord ovest il 26,6% (4.300.000); a nord est il 18,5% (3.000.000); al centro il 19,3% (3.100.000); a sud e sulle isole il 35,6% (5.800.000).

Non è vero che è maggiormente diffuso nelle grandi città. Come si vede, anche in questo caso la distribuzione per dimensioni del centro abitato è ben equilibrata: meno di 10.000 abitanti, 22,2% (3.600.000); 10-30mila abitanti, 24,6% (4.000.000); 30-250mila abitanti, 28,9% (4.700.000); più di 250mila abitanti, 28,9% (4.700.000).

L’unico vero fattore differenziante è ancora il titolo di studio.
Infatti utilizzano il web solo lo 0,3% delle persone con nessun titolo di studio o la licenza elementare (100.000); l’8,6% di quelle con la media inferiore (1.400.000); il 58,6 dei diplomati (9.500.000); il 32,4 dei laureati (5.200.000).

Ancora un dato interessante: le famiglie con un figlio minore di 17 anni non presentano una propensione al mezzo più spiccata delle altre. Sono infatti su internet il 38,3% di famiglie con un figlio da 0 a 17 anni, e il 61,7% di chi invece non ce l’ha.

Dunque online ci sono proprio tutti.
Mancano solo i politici. Sempre un po’ indietro rispetto al paese reale…

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venerdì 6 novembre 2009

Conversazioni interattive: creatività e innovazione a scuola e in università.

di Damiano Albenzio

Nel pomeriggio del 28 Ottobre 2009 ho avuto modo di partecipare, presso la Camera di Commercio di Milano, all’interessante Convegno Conversazioni interattive, dal tema “Creatività e Innovazione”.
Il primo convegno che, ho scoperto in seguito, non ha riportato pedissequamente tematiche prestampate e annacquate tediando sonnolenti platee.
Il convegno, dinamico per far fede al proprio tema e al proprio titolo, si svolgeva in tre sale contemporaneamente: quella relativa alla comunicazione e al marketing; quella relativa alla scuola e le università e, infine, quella che riguardava le aziende.
Nella meno frequentata sala relativa alla scuola e all’università ho avuto modo di togliermi una soddisfazione, protestando, sotto forma di domanda, sul sistema scolastico italiano.
C’è relazione tra la crisi finanziaria attuale e la mancanza di un vero percorso creativo introdotto dalle scuole (statali e non) sin dalle primissime classi elementari?
Risponde Giovanna Ranieri (docente della scuola Rudolf Steiner di Milano) :
“Non c’è una risposta diretta, ma è giusto mettere in relazione i valori umani con un percorso creativo da seguire sin da piccoli e una crisi economica che incalza forse per mancanza di questi stessi valori. Per educare alla creatività, infatti, bisogna educare al sentimento dell’essere umano, per sviluppare un pensiero creativo è necessario dare le basi inconsciamente già dall’infanzia, fornendo immagini che poi i bambini, una volta adulti, possano riutilizzare.”
Va a chiosare Arnoldo Mosca Mondadori :
”A questa crisi economica attuale risponde assolutamente una crisi morale profonda che ne segna il passo e ne ha determinato l’ascesa. C’è bisogno di nuovo Umanesimo. Difatti la creatività nelle sue diverse espressioni è ciò che più avvicina l'uomo al Sacro e sottintende donazione, apertura, genialità".

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Conversazioni Interattive: Luigi Salmoiraghi


di Antonella La Banca


Tra tutti i correlatori presenti all’incontro, ho scelto di rivolgere le mie domande a Luigi Salmoiraghi, Responsabile Marketing e Vendite Sud Europeo di D-Link.

Lei come considera il consumatore attuale? Quali sono le risposte che un’azienda deve saper dare alle problematiche poste dall’attuale scenario competitive? Oggi il confronto si gioca sempre più sull’innovazione e sulla creatività. Cosa pensa a riguardo?
Luigi Salmoiraghi: Direi ci troviamo certamente in un’era in cui probabilmente i comportamenti di consumo vanno modificandosi notevolmente verso logiche che io definirei “meno consumistiche”. Adesso, cioè, ho la sensazione che si stiano determinando momenti di riflessione , momenti di consapevolezza; vale a dire che il consumatore tende a diventare più esigente, critico, attento e preparato grazie anche all’uso delle nuove tecnologie. È un consumatore che Io definirei fedele perché quando trova sul mercato qualcosa che lo soddisfa pienamente difficilmente è disposto a cambiare; ma nello stesso tempo è infedele, cioè la tolleranza all’errore oggigiorno è minima. Di conseguenza, aumenta la necessità da parte delle imprese di aumentare l’osservazione, di essere più impegnate poiché il cambiamento è sempre costante.
Per ciò che concerne l’innovazione e la creatività, ritengo che questi due concetti possono rivelarsi davvero una risorsa per le aziende, un qualcosa che richiede loro di scommettere su uno scenario futuro incerto. Ci sono imprese che innovano senza avere una particolare vena creativa, altre volte bisogna essere creativi per riuscire ad innovare. A mio avviso, invece, i due concetti devono assemblarsi, cioè bisogna prendere un linguaggio prettamente tecnologico e tradurlo con un linguaggio semplice che sia a misura d’uomo. Non è un gioco di parole, ma un vero e proprio capovolgimento di prospettiva: il consumatore deve divenire per l’appunto attore, partner per l’impresa.

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mercoledì 4 novembre 2009

Conversazioni interattive: creatività e innovazione a scuola e in università.

di Cristina Toretta

Si può insegnare la creatività? Se sì, come? In questo modo per lo studente andare a scuola può essere più stimolante?
Risponde Giovanna Ranieri (docente della scuola Rudolf Steiner di Milano) :
“La creatività è una facoltà dell’essere umano che può essere educata e sviluppata e che è espressione del fare o del pensare o del sentire”.
Al centro della didattica, secondo una visione antropocentrica, è posto il bambino, non solo essere fisico, ma soprattutto essere dotato di una propria intelligenza emotiva e sensibile.
Compito della scuola è di stimolare l’intelligenza creativa dello studente tramite metodi di insegnamento innovativi.
A questo punto della conversazione interviene Sabrina Ortelli (PhD, Università degli studi di Milano Bicocca) che spiega un metodo sperimentale di insegnamento da lei introdotto in un liceo: il laboratorio teatrale. Sviluppo della capacità d’improvvisazione, aumento dell’entusiasmo degli studenti e buone dinamiche interattive di gruppo sono stati i tre risultati ottenuti.
Giovanna Ranieri riprende le fila del discorso e racconta del successo della scuola steineriana in Europa: il fattore innovativo è l’insegnamento di materie pratiche e artistiche (quali il taglio e cucito, la pittura, la musica, il teatro e la poesia) che portano allo sviluppo dell’intelligenza creativa pratica ed emotiva per un’evoluzione individuale e sociale dell’essere umano.
“Dunque l’innovazione è la sintesi del rapporto uomo-mondo”.
Chiude perfettamente Arnoldo Mosca Mondadori, fondatore della Arnoldo Mosca Mondadori Editore: “ La creatività è ovunque nel mondo, bisogna saperla cogliere”.

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martedì 3 novembre 2009

CommunicActive e le Conversazioni Interattive

di Lia Accetta



Ci sono conferenze tenute in ampie e pompose sale, dove noiosi relatori affrontano temi obsoleti e poi ci sono conversazioni in cui professionisti affrontano temi scottanti quali la Creatività e l’Innovazione in un contesto dinamico e informale.
Personalmente prediligo il secondo tipo di incontri, è per questo che ho particolarmente gradito il mio pomeriggio di Mercoledì 28 Ottobre trascorso presso la sede della Camera di commercio di Milano.
Il titolo Conversazioni Interattive manteneva la promessa, gli argomenti trattati erano assolutamente interessanti, (Creatività & Innovazione) così come variegati erano i toni e i modi che lo stesso tema assumeva nei diversi ambiti a cui veniva applicato ( La comunicazione e il marketing; la scuola e le università; le aziende) la presenza di giornalisti che riportavano sul web in tempo reale i contenuti più incisivi ha fatto il resto.
Durante la pausa caffè, ho avuto modo di avvicinarmi a Sergio Tonfi (Resp. Comunicazione Philips) avevo una domanda che dovevo assolutamente porgli, “Come fare a coniugare il linguaggio concreto e pragmatico di un’azienda con quello decisamente più morbido e per necessità accattivante della comunicazione?” “Qui sta l’abilità di chi si occupa della comunicazione in azienda” mi ha risposto. Non ero molto soddisfatta ed ho insistito “D’accordo, ma spesso è un po’ come essere su una bilancia che oscilla tra management e target?” “Certamente, le dico per esperienza che è più giusto propendere un po’ di più per il Target, fosse solo perché i dirigenti sono meno numerosi ed è più semplice convincerli!” Abbiamo riso entrambi. L’ultima cosa e poi lo lascio andare, ho pensato e ho incalzato una seconda micro-domanda “E quando l’azienda si rivolge ad un pubblico così multi-target come la Philips, come mantenere la coerenza se l’audience cambia in modo così significativo tra un prodotto e un altro?” “Bisogna essere flessibili, ma non abbandonare mai i valori di un’azienda che costituiscono i suoi punti fermi, come Sense and Semplicity nel caso di Philips, esiste un range entro il quale fare oscillare il tono della comunicazione ma mai eccedere.” Ritenendomi soddisfatta mi sono congedata con un Grazie e una stretta di mano.
Sense and simplicity, proprio quello che mi ha lasciato questa conversazione!

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giovedì 29 ottobre 2009

Lorenzo, il 29 ottobre e Saturno in bilancia

di Fabrizio Bellavista

Oggi sono stato insieme a Karina, Antonella, Lia, Lorenzo, Cristina, Marco Josè e Damiano (tutti masteriani) a fare lezione all’interno dell’agenzia – che sogno! - di Lorenzo Marini: durante il brainstorming e la lezione tra le cento linee di pensiero che mi si attivavano contemporaneamente, una mi ha colpito + delle altre e ve la dico: proprio in questo momento – pensavo - Saturno si sposta dal segno della vergine a quello della bilancia, quindi Saturno – freddo e logico entra nel regno dell’estetica (bilancia bellezza/comunicazione governato da venere)…. E poi ancora: tulipani, meditazione, sesso, arte…

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mercoledì 2 settembre 2009

Il mio incontro con Enrico Brizzi: versione 3.0

di Francesca Novello

Si inizia a scrivere per imitazione; un qualcuno ha scritto una storia talmente bella da riversare nel nostro pozzo di ricordi, emozioni, sensazioni e visioni, il desiderio di scovare parole oneste per raccontare il nostro vissuto.
La relazione silenziosa che si instaura fra lettore e scrittore a volte trasmette una passione così forte che oltre per il libro, si comincia a diventare riconoscenti per la passione che l’autore è riuscito a far sgorgare con la propria scrittura.
Enrico Brizzi, entrando in casa mia con Jack Frusciante è uscito dal gruppo, è come se mi avesse indicato la lampadina con cui far luce nelle mie scelte da lì in poi. Il primo incontro con Enrico, virtuale e interfacciato dallo scritto, con cui ho iniziato il mio monologo intimo fra quel che c’era e poteva essere, è iniziato esattamente così.
Il dialogo intimo è andato avanti fino a quando ho notato che sul suo sito dava la possibilità di inviare i propri racconti per ricevere una valutazione dalla sua redazione e poi da lui stesso.
Ho letto l’esperienza del Kick Start service di Flavio Allegretti e preso il coraggio, mi sono decisa a tentare e mandai il mio ultimo racconto.
Qualche mese dopo con mia grande meraviglia mi scrisse direttamente Enrico per comunicarmi il fatto che grazie al mio racconto, mi ero aggiudicata l’ambito premio di una giornata con lui a Bologna, da dedicare interamente alla mia scrittura.
Ora al di là del fatto che ero oltre ogni dire entusiasta di poterlo conoscere di persona, rimaneva sempre il fatto che avevo ricevuto un complimento da lui, non solo competente e scrittore, ma il mio scrittore.
L’incontro vero e proprio avvenne alla fine di marzo del 2006 e senza grandi girotondi credo che sia stata più l’emozione di incontrare una persona che uno scrittore. Ha perduto l’aurea, quella cosa che si disegna intorno alle persone distanti, videizzate, che non fanno parte della raltà e possono anche essere sagome di cartone messe in movimento.
Ma anche non ce l’ha mai avuta l’aurea; è anche quella una delle cose che vengono create per far credere che ci siano distanze che non verranno mai colmate.
“Come’è Enrico Brizzi?” mi viene chiesto.
La prima risposta che mi viene in mente è: “Ha una faccia molto simpatica e la cosa che mi ha colpito subito è stato il sorriso; riesce a far vedere in contemporanea l’arcata superiore e inferiore dei denti e non l’ho visto fare da tante persone!”
Mette tutti a proprio agio e non ha limiti di conversazione. Riesce a dare retta a tutti anche se il tempo è poco, le cose da fare sono parecchie, le persone da incontrare sono molte. Non si risparmia ed è allo stesso tempo discreto, più preoccupato ad ascoltare che a dire; è consapevole di avere le orecchie e gli occhi addosso ma non usa il fuoco dell’attenzione per bruciare attorno.
Ha capacità di coinvolgere con progetti, iniziative e appoggia anche gli altri che lo seguono. Flavio e Paolo che con lui camminano e sostengono i suoi progetti ricordano come me questa sua generosità continua e parlando anche delle loro esperienze, ormai lo considerano un amico.
Credo che sia una emozione unica allacciare un rapporto con una persona che prima hai imparato a conoscere dalle emozioni e che poi incontrandola, riesce a donarsi in altre forme, quasi del tutto inedite.
L’ultima versione di questa esperienza è la gioia che riesce a dare quando, a distanza di tempo, ti manda un messaggio per dirti che ci si vede a breve e ricevi poi notizia che sì, effettivamente, Enrico è tornato in città.

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giovedì 27 agosto 2009

Social Network: quali opportunità tra Web e Mobile?

di Fabrizio Bellavista

Venerdì 19 Giugno presso l¹Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano, Campus Bovisa a Milano abbiamo partecipato ad un pomeriggio dedicato al tema dei Social Network e Mobile. Blogger, giornalisti, sviluppatori e appassionati insieme a noi hanno avuto la possibilità di discutere sui temi più rilevanti in ambito Social Networking con riferimento, in particolare, al canale Mobile. La sessione pomeridiana adotta la formula del barcamp dove si sono alternati una decina di interventi. Quì in allegato video della nostra presenza e un grafico (Fonte Buongiorno.it) con visualizza la straordinaria velocità di innovazione che il concetto di 'social networking' e di 'mobile' sta avendo nel nostro paese.
video

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