Non tutte le lezioni escono con il buco, ovvero Horror Pleni

Di Fabrizio Bellavista
La lezione di giovedì 24 aprile, la mia ultima con il gruppo dei magnifici sei, è girata un po’ storta… Colpa del mio nervosismo e della fatica collettiva a concentrarci. Cmq, l’idea di portare avanti la partecipazione di CommunicActive al ‘Pangeaday’ con un lavoro che lasciasse il segno dal punto di vista comunicazionale, alla fine, con molte ‘sofferenze’ perché il tema, The Human Right, era di quelli che non fanno sconti, di quelli che l’anima te la toccano e te la ‘rigano’, dicevo, alla fine, si è focalizzato sul concetto dei diritti umani applicato al mondo della comunicazione. Poi l’idea di Valeria: una bocca che contiene un cono monitor su cui passano centinaia di immagini e alla fine il catartico rigetto. In rete ho ritrovato questo concetto, definito ‘Horror Pleni’ dal grande critico Gillo Dorfles: “…. La moltiplicazione inarrestabile degli oggetti, delle informazioni, delle sollecitazioni sensoriali - visive, auditive, tattili - ci fa parlare di Horror Pleni…”.
Pfv, datemi un feed back, attraverso un commento in questo blog, sulla lezione di giovedì e sul ns progetto ‘Pangeaday’, Namastè.
La lezione di giovedì 24 aprile, la mia ultima con il gruppo dei magnifici sei, è girata un po’ storta… Colpa del mio nervosismo e della fatica collettiva a concentrarci. Cmq, l’idea di portare avanti la partecipazione di CommunicActive al ‘Pangeaday’ con un lavoro che lasciasse il segno dal punto di vista comunicazionale, alla fine, con molte ‘sofferenze’ perché il tema, The Human Right, era di quelli che non fanno sconti, di quelli che l’anima te la toccano e te la ‘rigano’, dicevo, alla fine, si è focalizzato sul concetto dei diritti umani applicato al mondo della comunicazione. Poi l’idea di Valeria: una bocca che contiene un cono monitor su cui passano centinaia di immagini e alla fine il catartico rigetto. In rete ho ritrovato questo concetto, definito ‘Horror Pleni’ dal grande critico Gillo Dorfles: “…. La moltiplicazione inarrestabile degli oggetti, delle informazioni, delle sollecitazioni sensoriali - visive, auditive, tattili - ci fa parlare di Horror Pleni…”.
Pfv, datemi un feed back, attraverso un commento in questo blog, sulla lezione di giovedì e sul ns progetto ‘Pangeaday’, Namastè.

16 Commenti:
Partiamo dal Pangeaday: credo che questa idea dell'horror pleni sia un filone molto interessante da sviluppare, in relazione alla valutazione sugli stimoli che provengono dal mondo dell'informazione e della comunicazione sul tema. Ma, alla fine, non avevamo pensato alla realizzazione del pc-carne? Per quanto riguarda la lezione con Fabrizio, personalmente ho imparato qualcosa di importante: il confine tra lo spazio personale e quello collettivo in un momento di condivisione. Fondamentale e preziosa esperienza che rimane indelebile e che contribuisce alla costruzione di un'identità professionale in fieri, perchè l'emozione che ha suscitato è stata molto forte. Ne farò tesoro. In questo commento, voglio ricordare il significativo discorso che ci hai rivolto nell'intento e nell'obiettivo di "fare goal". A quanti ha toccato nel profondo? Io ci ho pensato in tutti questi giorni.
non mi pare sia girata storta; c'è sicuramente una fatica collettiva a concentrarci ma credo sia dovuta al fatto di spaziare troppo a causa di un briefing, quello di "Pangea", che sembra fatto a posta per fare sfoggio di ego, con tutta una tipologia già determinata (buonisti alla Al Gore, cattivisti, catastrofisti, ecc). Personalmente, mi sembra che la proposta Pangea ci svii dal concentrarci sul nostro gruppo e sulla nostra realtà professionale e umana, sul fare goal. Non dovremmo partire dalle nostre passioni, interessi (come era un pò con il discorso di RockFM)...? Francamente mi pare che Pangea sarà una sfilata di VIP, anche se VIP 2.0...!
PS: credo che separare l'aspetto personale da quello professionale non sia sempre possibile, in qualsiasi campo!
La lezione di giovedì è stata una vera sfida. Ed è stata anche la dimostrazione che, prima di essere professionisti, siamo persone. Persone con vissuti, ricordi, emozioni. Diventare dei bravi professionisti credo significhi trovare una linea mediana tra il nostro mondo interiore e il "pezzo" su cui si sta lavorando.
Rispondendo a Marco: ben venga il video per Pangeaday! Proprio perchè meno vicino a noi, sarà un modo ancora migliore per metterci alla prova; del resto nel mondo del lavoro capita spesso di dover trattare prodotti a prima vista poco interessanti o poco affini al nostro sentire ed è a questo mondo che communicactive ci sta preparando.
A Fede: sono certa che presto segnerai un rigore! ;-)
Non penso che la lezione di giovedì sia andata così male, finalmente un pò di sano confronto! Il tema dei diritti umani mi tocca particolarmente e all'inizio ero proprio in difficoltà: non riuscivo a vedere oltre. Poi l'idea di una comunicazione diversa e mi si è accesa la famosa lampadina! Se non ci fossimo scaldati prima non ci saremmo mai arrivati!
Che dite? Ci proviamo a realizzare il video?
mi mangio le mani fino all'osso al pensiero di non esserci stata giovedì: pare che l'ultima provocazione di fabrizio abbia suscitato una reazione sottostimata in fase di previsione... o sbaglio, caro fab?
bellissimo che sia saltata fuori la tematica del personale/professionale. mi gusta anche l'idea di fare una comunicazione forte sul tema diritti umani, che riprenda l'idea dell'horror pleni nella comunicazione: se penso al diritto all'alimentazione, il paradosso vien da sè (appoggio la sequenza abbuffata di immagini e messaggi/computer, che poi vengono rigettati, la concluderei con qualcosa che rappresenti il paradosso di cui sopra)
Ciao, inizio rispondendo a mara che purtroppo non c'era: sì, ho sottostimato l'argomento (ovviamente molto emozionante) e io stesso non sono sempre riuscito a tenermi 'centrato'.......
Ecco il mio pensiero, attendendo il commento di manu. Mi è piaciuta la frase di marco che dice che questo preogetto...."Pangea" sembra fatto a posta per fare sfoggio di ego.... Ecco il punto: andare, al di là delle proprie 'credenze' per produrre un'idea forte, un'idea che diventi 'segno' condivisibile dal più grande numero di persone, un'idea che diventi sintesi di un qualcosa che è nell'aria, un'idea che le persone vorrebbero vedere sintetizzata in un'immagine o video, insomma un'idea che soddisfi una desiderata, un qualcosa che ancora non c'è ma che ci sarà.
Una domanda: confermate l'idea del video-monitor-rigetto?
Con quale pay off? The show dont must goes on?
Se sì bisogna mettersi in colegamento con znort? Abemus decisione....
:-)
Confermo l'idea del monitor/rigetto. E se fosse "The shows don't must go on"? Da 'The show must go on', reso plurale (includendo quindi tutte le forme di spettacolarizzazione) e rispettoso delle regole del British.
Interessante l'Horror Pleni' di Dorfles. Approfondirò. Ma tornando al nostro video, dove è finito uno dei primi concetti che Fabrizio ci ha insegnato, quando ci siamo cimentati con il video di Deja? Cioè quello di realizzare un prodotto con gli strumenti a disposizione, vale a dire le nostre competenze e le nostre abilità. Ci ho ripensato, ma il video del 'monitor rigettato' è assai difficile da realizzare. Dovremmo avvalerci di aiuti esterni. Io potrei anche provarci, ma mi occuperebbe parecchio tempo e non sono sicura del risultato finale. Fatemi sapere che ne pensate.
Volevo solo aggiungere, che non mi sembra affatto che la lezione di giovedì sia girata storta. Anzi! Come già detto da tutti il tema era difficile, e le tue prese di posizione, Fabrizio, per spronarci a tirare fuori un po' di grinta le ho trovate assolutamente stimolanti. Ho imparato da tempo che 'persona' e 'personaggio' non coincidono mai. E il 'personaggio/docente' in quel momento e in quella situazione 'doveva' comportarsi così. Fabri don't worry, lo sai che ti adoriamo...
Che dire, insomma con voi non si riesce a litigare :-) e poi siete troppo bravi. L'aggiunta di Manu mi sembra molto pertinente: l'esempio dell'Apollo 13 e del suo rientro giocato solo sulle cose che REALMENTE erano presenti sull'astronave la dice lunga. Quindi mi sembra che trasformare l'idea di Vale in un progetto fattibile e easy sia la strada giusta.
Ma, aggiungo: lavorare in gruppo orizzontalmente - nella fattispecie con znort - è cmq coerente con la ns progettualità... quindi, sì alla fattibilità del progetto ma è possibile coinvolgere znort e condividere questa idea anche con il blog amicidilorenzo.
E' cosa buona e giusta condividere. Amen fab
assolutamente lavoriamo con znort e amigos di lorenzos! che pensate, che si debba risolvere tutto da soli? avere le idee non basta, ci vuole anche la tecnica e quando quella che si ha non è sufficiente a realizzare la propria pensata, si chiede la collaborazione di chi ne ha più di noi... e chissà che non ne venga fuori qualcosa di ancora migliore!
(i figli più belli sono quelli meticci)
e allora figli meticci siano!!!
(con 5 donne uscirà ben qualcosa di buono ;-) )
Anche se non....
Mi astengo dal proporre suggerimenti, anzi no, uno ne do: anche se non in tempo, anche se non in video, anche se non....
A Lucio Fontana è bastato fare un taglio in una tela ed è considerato come uno dei padri dell'arte moderna.
:) fab
Giochiamo a provocare, eh? ;-)
E allora ecco la mia "citazione": dobbiamo fare comunicazione, l'arte è un'altra cosa.
E -aggiungerei- perseverare, in certi casi, è veramente diabolico...
Va bene, ti rispondo con un koan zen: se un giorno ti si addormenta una gamba, alla notte, poi non dormi?
:) fab
ehi..ma voi del "master diurno" non dite niente???
AAA cercasi commento esterno
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