Il marchio tra merce ed emozione. La struttura psicologica dell'acquisto

Milano, 27 febbraio 2008.
Ieri il primo appuntamento a cui gli studenti del serale di CommunicActive hanno partecipato, per avere una visione su quanto di avvincente c'è in giro sui temi di comunicazione e marketing. La prospettiva promossa dall'IAA (International Advertising Association) è decisamente originale e tratta delle frontiere della ricerca in neuromarketing e marketing emozionale compiute dall'Istituto di Psycho Research di Milano. Eccoci alla conversazione: si sviluppa come un vero e proprio dialogo, un confronto tra Fabrizio Bellavista e Gianandrea Abbate, introdotto dal Professor Brioschi, docente di “Comunicazione Internazionale” all'Università Cattolica. Bellavista è promotore di formule innovative di condivisione della conoscenza (in particolare di creatività on line), esperto di neurolinguistica, ex-direttore responsabile di ADV e docente di CommunicActive per tutto ciò che attiene le new frontiers della comunicazione. Abbate ha introdotto in Italia la ricerca di psicolinguistica e ha perfezionato una nuova metodologia di neuro bio feedback. A partire dalle logiche alla base del comportamento del consumatore, si evince come un'alta percentuale delle scelte d'acquisto venga compiuta alla luce degli aspetti emotivi coinvolti nella percezione della comunicazione del prodotto. La psicolinguistica rileva le situazioni emotive, il neuromarketing contribuisce con metodo scientifico alla rilevazione degli effetti biofisici. Si tratta di una grammatica emozionale, un'indagine sulla percezione dei colori, sulla natura evocativa del linguaggio e di tutti gli elementi della composizione comunicativa. Le realtà emotive sono universali, l'esperienza di Psycho Research le ha mappate e studiate per offrire una ricerca finalizzata a ridurre il margine d'errore nelle scelte strategiche delle aziende. Perchè, oggi, “dobbiamo passare dall'era del Know How a quella del Know Wow!”(Mkt manager anonimo). Come dice Ugo Ferrero: “dalla catena di montaggio meccanica dobbiamo passare alla catena di montaggio immaginifica”.
