martedì 17 novembre 2009

Conversazioni Interattive: Maurizio Sala

di Karina Zavaleta

Il 28 ottobre ero a Palazzo Affari ai Giureconsulti a Milano per le 'Conversazioni Interattive' che si sono svolte in collaborazione con Innovhub, Azienda della Camera di Commercio. Durante il meeting si è discusso di due concetti fondamentali nella Comunicazione: Creatività ed Innovazione. Le "Conversazioni Interattive" si svolgono in occasione dell'Anno Europeo della Creatività e dell'innovazione indetto dall'UE e al meeting hanno partecipato grandi "protagonisti" della Comunicazione. Personalmente sono rimasta particolarmente colpita dalla persona di Maurizio Sala, VicePresidente del Gruppo Armando Testa, che ha raccontato la sua storia nel mondo dell'Agenzia di Comunicazione tradizionale e la necessità di apprendere le nuove tecnologie degli ultimi anni. Per lui la Creatività è fondamentale nella Comunicazione e caratterizza l'Agenzia Armando Testa fin dalla nascita, e l'Innovazione è un fattore individuale. Pensa infatti che un sistema sia difficile da cambiare e quando si vuole cambiare sia fondamentale riportare degli esempi positivi del passato.
Cambiare oggi vuol dire mettere insieme il passato ed il presente.
Perciò è importante che l'Innovazione presupponga il cambiamento delle strutture.
-Sig.Sala,il Gruppo Armando Testa in questi anni sicuramente ha avuto a che fare con Creatività ed Innovazione,ma vi è un cliente che si è spinto più in là degli altri nel chiedervi qualcosa di particolarmente innovativo?
Sì,proprio in questo momento accade ciò e non posso parlargliene più di tanto. Le posso solo dire che useremo il Social Network come Campagna di Comunicazione e non più solo come "vettore" di Comunicazione. Insomma un'operazione di Social Network per fare Comunicazione. Vedrà prossimamente e capirà. Per il momento le dico che la Creatività è indispensabile e grazie al Web 2.0 è possibile usufruire di tutte le potenzialità di Comunicazione della Rete.

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giovedì 12 novembre 2009

Conversazioni Interattive: Carla Sedini


di Lorenzo Bonvini


Durante la conferenza "Conversazioni interattive" mi sono imbattuto nella prof.ssa Carla Sedini, sociologa e relatrice attiva nella sala riguardante la creatività nel sistema scolastico. A tal proposito le ho chiesto perchè in un sistema attento all'innovazione come la scuola, ancora vige una comunicazione uno a molti e la creatività fatica enormemente a trovare spazi.
A suo parere, la mancanza di una comunicazione a rete, tipica del web 2.0 e del mondo di oggi parte già dalla struttura stessa delle aule che non favorisce interattività e non c'è interesse ad investire per rinnovarsi. Alla base di questa non-creatività c'è la paura di perdere autorità da parte dell'istituzione stessa. I professori in primis non vogliono porsi allo stesso livello degli studenti, ma vogliono rimanere nella loro posizione di potere, rifiutando così l'interattività e il confronto.
Allo stesso tempo non c'è una vera spinta dal basso, cioè da parte degli studenti, che si lamentano ma concretamente non accennano ad una vera e propria rivoluzione come quelle avute nel '68 o nel '77. La risposta sociologica risiede nel fatto che lo studente/ragazzo di oggi avverte questa mancanza non tanto come un bisogno come lo era una volta, ma come un desiderio. Questo purtroppo non è sufficente a motivare una forma di rivoluzione e non lo sarà finchè i bisogni saranno le futilità della vita moderna.

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venerdì 6 novembre 2009

Conversazioni interattive: creatività e innovazione a scuola e in università.

di Damiano Albenzio

Nel pomeriggio del 28 Ottobre 2009 ho avuto modo di partecipare, presso la Camera di Commercio di Milano, all’interessante Convegno Conversazioni interattive, dal tema “Creatività e Innovazione”.
Il primo convegno che, ho scoperto in seguito, non ha riportato pedissequamente tematiche prestampate e annacquate tediando sonnolenti platee.
Il convegno, dinamico per far fede al proprio tema e al proprio titolo, si svolgeva in tre sale contemporaneamente: quella relativa alla comunicazione e al marketing; quella relativa alla scuola e le università e, infine, quella che riguardava le aziende.
Nella meno frequentata sala relativa alla scuola e all’università ho avuto modo di togliermi una soddisfazione, protestando, sotto forma di domanda, sul sistema scolastico italiano.
C’è relazione tra la crisi finanziaria attuale e la mancanza di un vero percorso creativo introdotto dalle scuole (statali e non) sin dalle primissime classi elementari?
Risponde Giovanna Ranieri (docente della scuola Rudolf Steiner di Milano) :
“Non c’è una risposta diretta, ma è giusto mettere in relazione i valori umani con un percorso creativo da seguire sin da piccoli e una crisi economica che incalza forse per mancanza di questi stessi valori. Per educare alla creatività, infatti, bisogna educare al sentimento dell’essere umano, per sviluppare un pensiero creativo è necessario dare le basi inconsciamente già dall’infanzia, fornendo immagini che poi i bambini, una volta adulti, possano riutilizzare.”
Va a chiosare Arnoldo Mosca Mondadori :
”A questa crisi economica attuale risponde assolutamente una crisi morale profonda che ne segna il passo e ne ha determinato l’ascesa. C’è bisogno di nuovo Umanesimo. Difatti la creatività nelle sue diverse espressioni è ciò che più avvicina l'uomo al Sacro e sottintende donazione, apertura, genialità".

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Conversazioni Interattive: Luigi Salmoiraghi


di Antonella La Banca


Tra tutti i correlatori presenti all’incontro, ho scelto di rivolgere le mie domande a Luigi Salmoiraghi, Responsabile Marketing e Vendite Sud Europeo di D-Link.

Lei come considera il consumatore attuale? Quali sono le risposte che un’azienda deve saper dare alle problematiche poste dall’attuale scenario competitive? Oggi il confronto si gioca sempre più sull’innovazione e sulla creatività. Cosa pensa a riguardo?
Luigi Salmoiraghi: Direi ci troviamo certamente in un’era in cui probabilmente i comportamenti di consumo vanno modificandosi notevolmente verso logiche che io definirei “meno consumistiche”. Adesso, cioè, ho la sensazione che si stiano determinando momenti di riflessione , momenti di consapevolezza; vale a dire che il consumatore tende a diventare più esigente, critico, attento e preparato grazie anche all’uso delle nuove tecnologie. È un consumatore che Io definirei fedele perché quando trova sul mercato qualcosa che lo soddisfa pienamente difficilmente è disposto a cambiare; ma nello stesso tempo è infedele, cioè la tolleranza all’errore oggigiorno è minima. Di conseguenza, aumenta la necessità da parte delle imprese di aumentare l’osservazione, di essere più impegnate poiché il cambiamento è sempre costante.
Per ciò che concerne l’innovazione e la creatività, ritengo che questi due concetti possono rivelarsi davvero una risorsa per le aziende, un qualcosa che richiede loro di scommettere su uno scenario futuro incerto. Ci sono imprese che innovano senza avere una particolare vena creativa, altre volte bisogna essere creativi per riuscire ad innovare. A mio avviso, invece, i due concetti devono assemblarsi, cioè bisogna prendere un linguaggio prettamente tecnologico e tradurlo con un linguaggio semplice che sia a misura d’uomo. Non è un gioco di parole, ma un vero e proprio capovolgimento di prospettiva: il consumatore deve divenire per l’appunto attore, partner per l’impresa.

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mercoledì 4 novembre 2009

Conversazioni interattive: creatività e innovazione a scuola e in università.

di Cristina Toretta

Si può insegnare la creatività? Se sì, come? In questo modo per lo studente andare a scuola può essere più stimolante?
Risponde Giovanna Ranieri (docente della scuola Rudolf Steiner di Milano) :
“La creatività è una facoltà dell’essere umano che può essere educata e sviluppata e che è espressione del fare o del pensare o del sentire”.
Al centro della didattica, secondo una visione antropocentrica, è posto il bambino, non solo essere fisico, ma soprattutto essere dotato di una propria intelligenza emotiva e sensibile.
Compito della scuola è di stimolare l’intelligenza creativa dello studente tramite metodi di insegnamento innovativi.
A questo punto della conversazione interviene Sabrina Ortelli (PhD, Università degli studi di Milano Bicocca) che spiega un metodo sperimentale di insegnamento da lei introdotto in un liceo: il laboratorio teatrale. Sviluppo della capacità d’improvvisazione, aumento dell’entusiasmo degli studenti e buone dinamiche interattive di gruppo sono stati i tre risultati ottenuti.
Giovanna Ranieri riprende le fila del discorso e racconta del successo della scuola steineriana in Europa: il fattore innovativo è l’insegnamento di materie pratiche e artistiche (quali il taglio e cucito, la pittura, la musica, il teatro e la poesia) che portano allo sviluppo dell’intelligenza creativa pratica ed emotiva per un’evoluzione individuale e sociale dell’essere umano.
“Dunque l’innovazione è la sintesi del rapporto uomo-mondo”.
Chiude perfettamente Arnoldo Mosca Mondadori, fondatore della Arnoldo Mosca Mondadori Editore: “ La creatività è ovunque nel mondo, bisogna saperla cogliere”.

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martedì 3 novembre 2009

CommunicActive e le Conversazioni Interattive

di Lia Accetta



Ci sono conferenze tenute in ampie e pompose sale, dove noiosi relatori affrontano temi obsoleti e poi ci sono conversazioni in cui professionisti affrontano temi scottanti quali la Creatività e l’Innovazione in un contesto dinamico e informale.
Personalmente prediligo il secondo tipo di incontri, è per questo che ho particolarmente gradito il mio pomeriggio di Mercoledì 28 Ottobre trascorso presso la sede della Camera di commercio di Milano.
Il titolo Conversazioni Interattive manteneva la promessa, gli argomenti trattati erano assolutamente interessanti, (Creatività & Innovazione) così come variegati erano i toni e i modi che lo stesso tema assumeva nei diversi ambiti a cui veniva applicato ( La comunicazione e il marketing; la scuola e le università; le aziende) la presenza di giornalisti che riportavano sul web in tempo reale i contenuti più incisivi ha fatto il resto.
Durante la pausa caffè, ho avuto modo di avvicinarmi a Sergio Tonfi (Resp. Comunicazione Philips) avevo una domanda che dovevo assolutamente porgli, “Come fare a coniugare il linguaggio concreto e pragmatico di un’azienda con quello decisamente più morbido e per necessità accattivante della comunicazione?” “Qui sta l’abilità di chi si occupa della comunicazione in azienda” mi ha risposto. Non ero molto soddisfatta ed ho insistito “D’accordo, ma spesso è un po’ come essere su una bilancia che oscilla tra management e target?” “Certamente, le dico per esperienza che è più giusto propendere un po’ di più per il Target, fosse solo perché i dirigenti sono meno numerosi ed è più semplice convincerli!” Abbiamo riso entrambi. L’ultima cosa e poi lo lascio andare, ho pensato e ho incalzato una seconda micro-domanda “E quando l’azienda si rivolge ad un pubblico così multi-target come la Philips, come mantenere la coerenza se l’audience cambia in modo così significativo tra un prodotto e un altro?” “Bisogna essere flessibili, ma non abbandonare mai i valori di un’azienda che costituiscono i suoi punti fermi, come Sense and Semplicity nel caso di Philips, esiste un range entro il quale fare oscillare il tono della comunicazione ma mai eccedere.” Ritenendomi soddisfatta mi sono congedata con un Grazie e una stretta di mano.
Sense and simplicity, proprio quello che mi ha lasciato questa conversazione!

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giovedì 4 giugno 2009

La mia Reggia di Venaria


Il tema era libero, un esercizio sulla creatività e la percezione della Reggia di Venaria. Si era parlato di ‘disruption’ come metodologia creativa che parte da una de-composizione degli elementi (anche psicologici e percettivi) per poi riassemblare in un unicum controverso e perciò reale.
I lavori presenti nell’immagine sono (da sinistra verso destra, dall’alto verso il basso) di Elena Vinai, Claudia Baronti, Manuela Premoli, Andrea Galluzzi, tutti provenienti dal Master CommunicActive di Milano.

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mercoledì 29 aprile 2009

The end & the new life!


Il Master CommunicActive volge al termine. È stato un mese intenso, pieno di punti interrogativi, di conferme, ma soprattutto di sano divertimento: le 7 meraviglie del corso diurno si sono destreggiate nel mondo della comunicazione imparando con entusiasmo.
Ora lo sguardo volge al futuro: cosa succederà? Le speranze sono alle stelle e la voglia di tuffarsi nel mondo del lavoro non manca, anche se l’ansia da prestazione si diverte a giocare con i sogni.
Una cosa è certa: la porta è stata aperta, non manca altro che varcarla.

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R.I.P.

di Giuseppe Grossi

Abbiamo realizzato uno spot virale per un’importante azienda di cleaning industriale: Sorma. È stata l’occasione per utilizzare un nuovo strumento comunicativo che abbraccia creatività e, perché no, anche un po’ di autoironia. Il tutto per un prodotto fresco, simpatico, dal finale a sorpresa.
Chi ha detto che comunicazione non può essere anche divertimento?

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lunedì 6 ottobre 2008

I'm. Piacere Milano

di Claudio Di Giovanni e Massimiliano Di Bennardo

Luce, colori, odori, tracce lasciate, questa è Milano. La Milano che vediamo tutti i giorni, ma che in realtà non guardiamo mai. Milano Mashup è un viaggio che parte dal cuore della città espandendosi in maniera tentacolare verso i suoi quartieri. Tanti sguardi mescolati ed uniti dal filo conduttore della narrazione, una storia fatta di foto di cui ognuno può essere allo stesso tempo autore o soggetto. Un punto di incontro tra tecnologia e creatività: spunti narrativi arrivano ai partecipanti per sms, scatti che ti "costringono" a far caso al particolare sono la risposta, via mms, dei giocatori. Perchè tutto sommato di questo si tratta: un gioco. Per chi ha voglia di mettere in gioco se stesso e la propria creatività, Milano Mashup si ripete sabato 11 ottobre dalle 14 alle 18, punto di partenza l'Ottagono.
Gli interventi del gioco di sabato 4 avevano come autrici le designer Anna Barbara e Carolina Rapetti di LAB_

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Guerrilla per il sociale

Una splendida campagna di guerrilla, efficace e brillante, realizzata con mezzi semplici e con un'idea creativa molto forte. Cosa ne pensiamo?

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mercoledì 28 maggio 2008

La rete.

di Federica Digiorgio

Domanda: Internet è maschio o femmina? E come possiamo definire la rete?
Secondo il filosofo Livraghi è un sistema biologico, per alcuni ricercatori si può persino applicare la teoria del Caos per comprendere come siano i meccanismi sociali e comunicativi della rete, ma noi di CommunicActive oggi abbiamo una nostra visione.
E' lo straordinario motore della scoperta delle proprie possibilità (alcune tutte da esplorare, vero Matt?).


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