martedì 10 novembre 2009

WEB IS THE WINNER

di Cinzia Moretti

di Cinzia Moretti

Con quanti voti in più si vince un’elezione? Un milione, diecimila, cinquecento?
Tutti ci ricordiamo un paio di recenti vittorie con margini clamorosamente ridotti: Presidenziali USA 2000 (Bush & Gore: con 537 voti, Bush wins), e la combattutissima Prodi & Berlusconi del 2006 (ribattezzata dagli elettori di sinistra “Tanta fatica per niente”).

Vittorie per un soffio, per una manciata di voti. E non sono eccezioni in un quadro che, ormai quasi abitualmente, vede l’opinione pubblica delle democrazie occidentali perversamente e pervicacemente orientata metà a destra e metà a sinistra.

Certo, ogni elezione è storia a sé. Dipende dal Paese e dalla parte di territorio che vi è coinvolta.
Per esempio in Italia, per esempio le prossime Regionali. Quanti voti serviranno a fare la differenza?

Sempre più spesso vincere significa saper raggiungere -e interloquire con- piccoli gruppi di persone portatrici di realtà e istanze anche molto specifiche.
E questo è ciò che sa fare il web.
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La rete è un insieme di nicchie, d’infiniti pubblici precisi che si possono individuare e trovare, coi quali ci si può confrontare su temi rilevanti per loro (è la teoria della Long Tail, di Chris Anderson, di Wired).

In politica la Long Tail si traduce nella possibilità di connettere i candidati a una moltitudine di nicchie di elettori possibili, offrendo loro temi di confronto specifici, sapendo che l’insieme di tante nicchie può dimostrarsi numericamente superiore a quello che è stato fino ad oggi l’elettorato, visto in quanto massa.
Dire che l’elettore medio non esiste, che è un’astrazione approssimativa inventata per correggere l’imprecisione dei media tradizionali, è proclamare l’ovvio.
Eppure la poitica ancora non riesce a fare seriamente propria l’idea (digital divide generazionale? Panico da perdita di controllo culturale?) che la conoscenza professionale delle piattaforme, dei linguaggi e dei flussi di comunicazione del 2.0, in campagna elettorale, non sia più prescindibile.

Un’obiezione è che il pubblico di internet sia comunque essenzialmente composto da alcuni specifici gruppi di persone, mentre altri lo frequentano solo marginalmente o ne sono fuori.

Obiezione respinta. Ecco una freschissima ricerca (luglio 2009) commissionata ad Astra Ricerche dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, dal titolo “Gli internauti italiani e il consumo di informazioni tramite ‘media’ classici e ‘new media’” , perfetta per sfatare una serie d’idee prive di fondamento.

Ad esempio…

Non è vero che il web è frequentato maggiormente dagli uomini.
Su un totale, in Italia, di 16.100.000 utilizzatori di internet, il 47,1% sono donne (7.600.000) e il 52,9, uomini (8.500.000).

Non è vero che è utilizzato soprattutto dai più giovani. Infatti il numero dei frequentatori è perfettamente distribuito sulle quattro fasce d’età in esame.
Abbiamo: 15/24enni per il 20,5% (3.3000.000); 25/35enni per il 26,8% (4.300.000); 34/44enni per il 28,6% (4.600.000); 45/55enni per il 24,1% (3.900.000).

Non è vero che è più diffuso al nord. È diffuso allo stesso modo su tutto il territorio nazionale.
E precisamente: a nord ovest il 26,6% (4.300.000); a nord est il 18,5% (3.000.000); al centro il 19,3% (3.100.000); a sud e sulle isole il 35,6% (5.800.000).

Non è vero che è maggiormente diffuso nelle grandi città. Come si vede, anche in questo caso la distribuzione per dimensioni del centro abitato è ben equilibrata: meno di 10.000 abitanti, 22,2% (3.600.000); 10-30mila abitanti, 24,6% (4.000.000); 30-250mila abitanti, 28,9% (4.700.000); più di 250mila abitanti, 28,9% (4.700.000).

L’unico vero fattore differenziante è ancora il titolo di studio.
Infatti utilizzano il web solo lo 0,3% delle persone con nessun titolo di studio o la licenza elementare (100.000); l’8,6% di quelle con la media inferiore (1.400.000); il 58,6 dei diplomati (9.500.000); il 32,4 dei laureati (5.200.000).

Ancora un dato interessante: le famiglie con un figlio minore di 17 anni non presentano una propensione al mezzo più spiccata delle altre. Sono infatti su internet il 38,3% di famiglie con un figlio da 0 a 17 anni, e il 61,7% di chi invece non ce l’ha.

Dunque online ci sono proprio tutti.
Mancano solo i politici. Sempre un po’ indietro rispetto al paese reale…

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giovedì 27 agosto 2009

Social Network: quali opportunità tra Web e Mobile?

di Fabrizio Bellavista

Venerdì 19 Giugno presso l¹Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano, Campus Bovisa a Milano abbiamo partecipato ad un pomeriggio dedicato al tema dei Social Network e Mobile. Blogger, giornalisti, sviluppatori e appassionati insieme a noi hanno avuto la possibilità di discutere sui temi più rilevanti in ambito Social Networking con riferimento, in particolare, al canale Mobile. La sessione pomeridiana adotta la formula del barcamp dove si sono alternati una decina di interventi. Quì in allegato video della nostra presenza e un grafico (Fonte Buongiorno.it) con visualizza la straordinaria velocità di innovazione che il concetto di 'social networking' e di 'mobile' sta avendo nel nostro paese.
video

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domenica 28 giugno 2009

Digital divide Floreno

di Samantha Floreno

Internet: la nuova frontiera della comunicazione, l'era della digitalizzazione, tutto il mondo a portata di click e per tutti... Si è per tutti ma non è dovunque...
Già, perchè io, residente in una frazione (che mi diverte definire periferia alla seconda) di Bisuschio, un piccolo paesino della Valceresio, in provincia di Varese, abito nel cosidetto Digital Divide.
Non ho mai avuto la possibilità di connetermi al web da casa, neppure attraverso una connessione analogica, per non parlare di Adsl o di wifi.
L'aspetto divertente della questione è il fatto che basta fare meno di un kilometro dalla mia abitazione per poter accedere ai benefici della tecnologia.
Adoro queste contraddizioni dell'innovazione: dopotutto rendono l'esistenza più stimolante.

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venerdì 14 novembre 2008

Le nuove frontiere del marketing e della comunicazione digitale

di Federica Digiorgio

Vorrei segnalarvi una lettura avvincente sulle nuove modalità aziendali di relazione con il consumer, attraverso un modello che prevede 4 direzioni di marketing e comunicazione digitale. Teorizzato da Marco Camisani Calzolari e Franco Giacomazzi, 'Impresa 4.0' è stato presentato al pubblico lunedì 10 al Politecnico di Milano, di fronte ad una platea composta da manager aziendali mista a giovani rappresentanti del mondo web. Le quattro direzioni individuate dagli autori si sviluppano con strumenti e piattaforme del web 2.0. Una rassegna utilissima di case histories e indicazioni, fondamentale per i digital natives che vogliono approfondire la trasformazione in corso nel mondo della comunicazione.

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martedì 30 settembre 2008

Futuro e relax immersi nel verde

di Davide Cazzulani e Cristiana Lanzarini

Lunedì 29 settembre 2008, a conclusione del primo giorno del Master Communicactive, l'intero gruppo di partecipanti, con l'aggiunta della dott.ssa Federica Digiorgio, si è recato al Nokia temporary work Space, per assistere agli interventi degli esperti di comunicazione e nuove tecnologie Massimo Giordani e Fabrizio Bellavista.
La struttura in questione è una costruzione a basso impatto ambientale, situata all'interno del Parco Indro Montanelli, nata per sponsorizzare (in modo non invasivo) il modello di Nokia N71 e per far vivere ai milanesi e non, l'esperienza del business in relax.

L'obiettivo dell'incontro può essere sintetizzato come un viaggio all'interno del web 2.0. Un viaggio nel futuro, alla scoperta degli sviluppi e delle eventuali applicazioni riguardanti la comunicazione, e nel passato, ricercando le origini dei social network ed i suoi rapporti con le prime comunity reali, ovvero le comunità Hippy. E' possibile riavvicinare i due mondi intervenendo sull'emozionalità dei rapporti virtuali? Ed è lecito farlo?

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